Chi Sono

Stefania Apuzzo è un’attrice, insegnante e drammaturga. Ha rifinito la sua formazione diplomandosi nella scuola del Teatro Arsenale di Milano nel 2004. Oltre la pratica del teatro che parte dal 1993, ha studiato 15 anni di danza classica e jazz più 7 anni di kung fu.

Continua la sua ricerca di teatrante recitando, scrivendo e insegnando. Ha fuso le rigide discipline del kung fu e della danza con la creatività del teatro. Sulle fondamenta del metodo di Jacques Lecoq, Stefania – attraverso il nome di Spazio Intermedio- offre percorsi di studio di approfondimento sia per gruppi che individuali.

Un filone caro a Stefania è quello del clown a teatro.

 

Biografia completa

Stefania Apuzzo – Milano, 31 agosto 1978

Nel 1984, all’età di 6 anni, inizia lo studio della danza col Maestro Walter Venditti (Scuola del Balletto Ambrosiano).
Nel 1992 passa al C.S.C (Cooperativa Spettacolo e Cultura) di Milano (ora Open Dance Center) frequentando, fino al 2001, le lezioni di danza tenute da Marta Levis (insegnante e, successivamente, direttrice della stessa scuola di teatro), dal coreografo Dmitri Chabardin (solista del balletto del Teatro Nazionale Russo di Mosca, diretto da Vladimir Moiseev) e dalla ballerina Paola Colombo (etolie del Theatre Royal de Wellonie).
In questi anni Stefania collabora a diversi spettacoli di danza, come coreografa e ballerina, in numerosi teatri italiani, primo fra tutti il Teatro Nazionale di Milano.
Sarà proprio la sensazione del sottopalco del Teatro Nazionale ad incuriosire e spingere Stefania ad allargare la sua ricerca artistica.
Ecco perchè in concomitanza alle lezioni di Marta Levis, inizia a frequentare il laboratorio teatrale di Sesto San Giovanni “Opus Personae”, condotto dalla direttrice artistica Cesi Barazzi.
Guidata dalla brava pedagoga e regista teatrale, Stefania Apuzzo avrà negli occhi diverse platee. Significative quelle del Teatro Greco di Palazzolo Acreide (SR) nella rappresentazione della tragedia di Sofocle “Elettra” (1996), e quella emotivamente coinvolgente della tragedia Hybris (1997, regia di Cesi Barazzi e movimento curato dalla coreografa Federicapaola Capecchi). La tragedia è stata rappresentata all’interno di alcuni campi di concentramento in Austria e Germania e ripresa, successivamente, al Teatro di Gorazde (Bosnia) in occasione del Internacionalni Festival Prijatelistva (2006).
Nel 2002 Stefania accede alla Scuola del Teatro Arsenale di Milano diretta da Marina Spreafico, insegnante all’ École Internationale de Théâtre Jacques Lecoq. Si diplomerà nel 2004, riconoscendo nel metodo teatrale di Jacques Lecoq un perfetto “trait d’union” tra lo studio della danza e lo studio del teatro.
Nel 2009 Stefania Apuzzo organizza (e partecipa), per il Teatro Del Battito, il masterclass sull’arte della clownerie e della pantomima tenuto da Vladimir Oshlansky (Cirque du Soleil, SLAVA’S SNOWSHOW).
Nel 2013 approfondisce lo sudio della Maschera del CLOWN teatrale (Homo Stupidens) con il Maestro Pierre Byland, autore, attore, regista, pedagogo, acrobata e formatore a Parigi nella scuola di teatro di Jacques Lecoq. Pierre Bylan e Jacques Lecoq si ritroveranno per scrivere lo storico spettacolo tragicomico “Confusion“.

Prosegue la sua ricerca sulle relazioni danza-teatro studiando:
il Metodo Funzionale Della Voce (Metodo Lichtenberger) con Monica Scifo (Insegnante di voce presso la Civica Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi-Milano) e con Jan Fischer (insegnante del Lichtenberger Institut),
il Metodo Feldenkrais con Sandra Sampietri (vicepresidente dell’Associazione italiana insegnanti metodo Feldenkrais).
Tai Chi Chuan e Shaolin Chuan con Francesca Contini (ASSOCIAZIONE ITALIANA KUNG-FU) sotto la guida del Maestro Gaetano Lauria.

Conduce laboratori teatrali dal 2006.

Come attrice ha lavorato con registi teatrali quali:
Annig Raimondi (Teatro Arsenale-Milano, Teatro Oscar-Milano): “Le Troiane”(2005- 2006) di Jean Paul Sartre;
Antonio Rosti (Teatro Oscar-Milano): “Nessuno che conosci–How the other half lovers” (2010-2011) di Alan Ayckbourn;
Patrizio Luigi Belloli (Teatro del Singhiozzo): “Abbandonare Didone” (2009-2011-2013) di Patrizio Luigi Belloli;
Marco Filatori (Teatro Del Battito-Milano): “La Spartizione” (2010-2011-2012-2013-2014-2015-2016-2017) di Piero Chiara, romanzo portato sul grande schermo da Alberto Lattuada e Ugo Tognazzi con il film “Venga a prendere il caffè da noi”, “Hotel Salomè” (2011) adattamento per una sola attrice della “Salomè” di Oscar Wilde, “Cyranò de Bergerac” (2012) di Edmond Rostand;
Marco Maria Linzi (Teatro Della Contraddizione-Milano): “La variabile K”(2013-2014), liberamente ispirato al romanzo “Il Castello” di Fanz Kafka. Marco Maria Linzi (Teatro Della Contraddizione-Milano): “Café Berlin” (2015-2016-2017) nel 2017 riproposto e co-prodotto con il Teatro Elfo Puccini di Milano.

Come regista/drammaturga e attrice ha prodotto:
“Rosencrantz e Guildenstern sono morti” (2008) di Tom Stoppard, che nella versione cinematografica vede la presenza di Tim Roth e Gary Oldman; riduzione di Stefania Apuzzo e Daniele Zighetti.
“Tutto è due: la matematica mi è nemica” (2010), rappresentazione clownesca di “Frammenti di un discorso amoroso” di Roland Barthes; Drammaturgia di Stefania Apuzzo.
“Su questa panchina o su qualcosa di più comodo” (2011), liberamente tratto da “A Pechino fa la neve” di Tonino Guerra, rappresentato, in presenza del poeta, nella sede della “Associazione Culturale Tonino Guerra” a Pennabilli (RN). Adattamento teatrale di Stefania Apuzzo, Francesca Biffi e Marzia Laini. Ultime repliche il 2015 al Teatro della Contraddizione)
“Stelle, diavoli e lanterne: la Leggenda di Jack O’Lantern” in co-produzione con L’Officina del Planetario di Milano (2016).

Come regista/drammaturga:
“Novecento” (2010) di Alessandro Baricco, romanzo portato sul grande schermo da Giuseppe Tornatore e Tim Roth col titolo “La leggenda del pianista sull’oceano”; adattamento a 10 attori di Stefania Apuzzo.
“Aspettando Godot” (2011) di Samuel Beckett, famosa pièce del teatro dell’assurdo; riduzione di Stefania Apuzzo.
“Shakespeare in Love” (2012) di Tom Stoppard e Marc Norman, ispirato all’omonimo film con Gwyneth Paltrow; adattamento teatrale di Stefania Apuzzo.
“Il Malato Immaginario” (2012) di Molière (pseudonimo di Jean-Baptiste Poquelin) la commedia più apprezzata, insieme a “L’Avaro”, del famoso commediografo francese;
“Prometeo: un uomo” (2013) di Stefania Apuzzo, liberamente tratto dall’opera teatrale di Eschilo.  Drammaturgia di Stefania Apuzzo.

Ora Stefania sta lavorando alla produzione di Prometeo in collaborazione con Francesca Biffi di Locanda Spettacolo.