Il Clown A Teatro

IL CLOWN A TEATRO


È un corso teatrale a Milano, ma pensato e strutturato anche per chi abita fuori città.
Per chi in settimana è “vittima” del lavoro “no stop” o per chi ama le “full immersion”. Questo corso teatrale è indicato sia per chi vuole fare una ricerca personale e approfondita sulla propria persona o per gli attori che vogliono approfondire “l’uso della maschera del clown”.

La ricerca del proprio clown si sviluppa innanzitutto verso l’individuazione del proprio lato ridicolo.
Diversamente dalla commedia dell’arte, l’attore non deve calarsi in un personaggio prestabilito, ma scoprire la sua parte clownesca.
Un attore meno cerca di recitare un personaggio, meno pone resistenza alla sua spontaneità e alle proprie debolezze e più rende visibile il suo clown, che appare con sorprendente evidenza.
“Il clown non esiste al di fuori dell’attore che lo recita: siamo tutti dei clown, crediamo di essere belli, intelligenti e forti, mentre ognuno di noi ha le sue debolezze, i lati ridicoli che, rivelandosi, provocano il riso” (Jacques Lecoq).
Il clown mette in luce l’individuo nella sua unicità e sgretola, demistifica la pretesa di ognuno di voler essere superiore all’altro.
Aumenta così l’autoironia e si prendono le misure col fallimento.
Un percorso in bilico tra buon umore e profondità umane con indosso la maschera più piccola del teatro: il naso rosso.


Le lezioni si tengono la domenica mattina dalle 8.45 alle 13.45 presso lo SPAZIO LAMBRATE Viale delle Rimembranze di Lambrate, 16.

Per gli iscritti al corso che arrivano da fuori Milano c’è la possibilità di pernottare alla foresteria dello Spazio Lambrate con uno sconto di 10 Euro a notte (20 Euro anziché 30 Euro).

La lezione è così strutturata:

  • Preparazione mentale dell’attore tramite esercizi di concentrazione;
  • Vestizione del clown;
  • Pratica delle tecniche teatrali previste dal programma;
  • Improvvisazioni con tema assegnato o libere.

Il corso è indicato a chi ricerca propriamente il clown, a chi vuole dedicarsi ad una crescita personale di consapevolezza e autoironia, agli attori che vogliono superare un livello di recitazione artefatto e avere padronanza della scena.

Obiettivi personali che si raggiungono con il corso:

  • aumento della presenza scenica e/o nella vita
  • aumento di padronanza scenica e/o nella vita
  • aumento di consapevolezza
  • aumento dell’ascolto scenico e/o nella vita
  • diminuzione del bisogno di parlare per sentirsi presente (in scena come nella vita)
  • diminuzione di orgoglio
  • aumento di autostima
  • aumento dell’amore per l’umanità
  • aumento della compassione
  • aumento della libertà di improvvisazione scenica e/o nella vita.

Obiettivi di ricerca sul clown:

  • cosa fa ridere oggi?
  • cosa è clown oggi?
  • esiste un clown universale maschile?
  • esiste un clown universale femminile?
  • e domande che sorgeranno lungo il percorso…

P R O G R A M M A

Camminata con peso – il lancio del peso – il “nudo”

Il peso in senso stretto e in senso lato attanaglia le nostre membra deformando la nostra camminata da clown. Sperimentare le innumerevoli camminate clownesche così da poterle conoscere e quindi riconoscere nei passanti è un primo passo. Questo permetterà di avere un punto di vista privilegiato per osservarle e quindi raccontarle. 

Il lancio del peso è una sequenza di movimenti tratta dallo sport, ma anche un cavallo di battaglia del mimo. La sequenza del lancio: sentire il peso, la resistenza , poi il trascinamento ecc… riassume la costruzione drammaturgica che sta alla base del racconto comico e tragico. Fondamentale per costruire dei propri numeri. 

Dopo aver avuto a che fare con pesi da trasportare o da lanciare, il clown si ritrova con un peso che lanciato in alto non ricade più creando stupore, disorientamento e spogliandolo di ogni sua certezza (sapeva che sarebbe tornato giù, invece..) lasciandolo stupito. L’essere umano spogliato di ogni suo convincimento resta “nudo”. Questa fragile condizione consente di far emergere più facilmente il lato ridicolo e con esso il clown teatrale. La dimensione d’apertura che scaturisce dalla condizione di “nudo” favorisce esponenzialmente la capacità di ascolto e quindi d’improvvisazione in scena.

Tempo e controtempo

Andare a ritmo o contro il ritmo. prima da soli e poi in coppia. Riconoscere e gestire i risvolti drammaturgici e comici sulla scena. Il ritmo è fondamentale per le rappresentazioni teatrali. Il lavoro del clown è su tempi e controtempi, perché è in controtempo che esprimiamo la nostra improvvisa curiosità per “un qualcosa giù da quella parte”. Perché è l’andare prima a tempo/accordo con un compagno e successivamente, a causa di una contrarietà, andare in “controtempo” rendendo così visibile il disaccordo di opinione.

La sorpresa – il fallimento – i conflitti

Il clown è in conflitto con tutto: la sedia sulla quale si deve sedere, la giacca che deve indossare, la porta che deve aprire… Più il clown teatrale (come pure il clown da circo) dalla realtà circostante si fa sorprendere, più sale l’intensità del conflitto. Il susseguirsi d’innumerevoli piccoli fallimenti si risolve sempre grazie ad una casualità, come una spinta, una caduta, uno spavento … L’essere umano stupido/stupito e sopraffatto dagli eventi, trova una delle sue più convincenti espressioni nella ricerca di Pierre Byland col suo HOMO STUPIDENS.

L’ascolto dell’altro – la rissa – il dialogo

Il clown del circo lavora in trio, il clown a teatro spesso in coppia. L’ascolto del partner di scena è fondamentale. Durante il nostro corso avremo occasione di allenare questo aspetto con esercizi su “l’attesa del clown” attraverso improvvisazioni mute. Qui l’assenza di parole fa risaltare l’azione dell’attore svelando il suo livello di “ascolto” verso i compagni. Grazie alle “risse” approfondiremo il meccanismo di “azione-reazione” fino ad approdare al “dialogo del clown”.

Il mio clown : l’abito – la camminata – le attitudini “sepolte”

I gesti vietati nella vita sociale: “Cammina bene!”, “Stai dritto!” “Smetti di grattarti la testa!” … divieti che costringono molti gesti a rimanere in fondo al corpo del bambino senza mai poter essere espressi (cit. Jacques Lecoq). Riconquistare queste libertà permetterà agli attori di far emergere con genuinità il loro primo clown. Allora qui la vestizione, che finora è stata di ricerca, inizierà a concretizzarsi, a rifiutare parti superflue dell’abito, a focalizzare i dettagli rendendo l’abito quasi consueto e urbano, solo vagamente improbabile e ridicolo.

Il clown maschile e il clown femminile

Il clown ha quasi esclusivamente modelli maschili. Capita spesso che una allieva nella vestizione da clown scelga di vestirsi da clown maschile con un che di femmineo. Un uomo con la delicatezza di una donna mostra sicuramente le sue fragilità come il clown deve fare, ma così è facile. Ci domanderemo invece: Quali sono le fragilità femminili? Quali sono i tabù femminili? Quali le stupidità? Quale l’aspetto femminile che può specchiarsi in maniera universale in uomini e donne? Questo sarà il punto della ricerca del clown femminile.

Giochi comici – creazione d’insieme

La doppia immagine del clown, il burlesco, l’assurdo, i giochi di parole: tutte tecniche preziose che andranno ad arricchire le improvvisazioni teatrali. A questo punto tutti i temi del corso saranno stati approfonditi abbondantemente tanto da consentirci di dare una struttura alle nostre improvvisazioni e permettendoci di realizzare una creazione d’insieme.

Il coro e l’antieroe

Questo esercizio teatrale arriva dalla tragedia greca. Ma a volte per far emergere il comico non c’è niente di meglio del tragico. Del coro che vorrebbe andare all’unisono e uno goffamente stona.


Per iscrizioni e informazioni clicca qui

” Clown viene dal latino colonus, il contadino. Colui che lavora la terra, ne raccoglie i frutti. Scarpe grosse e cervello fino, un uomo del fare e del provocare, fuori dalla logica convenzionale.
E’ il villano del Ruzante, il fool di Shakespeare, il rustico, lo zotico, il sàtyros della Magna Grecia, tutti capaci però di dare al momento giusto, con un guizzo di sintesi illuminante, il senso di tutta una situazione.
Di mostrare le cose come stanno, nude, crude e aspre. Un “povero con spirito” di quelli che piacevano a Gesù.
Difatti, in molti mosaici e affreschi del Medioevo, il colonus, tanto da Giotto che da Piero Cavallini, viene raffigurato a fianco del Cristo. Quasi un mediatore tra Cielo e Terra. Insomma un mestiere serio.”

Dario Fo

Dettagli corso Il Clown a Teatro

Dal 13 gennaio 2019 al 7 aprile 2019
Per adulti
Tutte le domeniche tranne il 10 febbraio e il 17 marzo 2019.
dalle 8.45 alle 13.45
In Viale delle Rimembranze di Lambrate,16 - 20131 Milano c/o Spazio Lambrate
Condotto da Stefania Apuzzo

Per partecipare al corso bisogna tenere un colloquio conoscitivo.

Costi € 50.00 lezione del 13 gennaio 2019 (per accedere in sala bisogna aver effettuato il pagamento entro il 20 novembre 2018) la lezione è pagata a parte per permettere di sperimentare il metodo, assaggiare l'argomento e scegliere, in base all'esperienza, se frequentare il corso.

Definizione iscrizione € 600.00 (possibilità di dilazione).

Massimo partecipanti 8. Minimo 4.
Ognuno è responsabile della propria assicurazione.